UNA SERATA INVERNALE

Nelle lunghe notti invernali osservando il cielo verso meridione
è facile notare una fila in diagonale formata da tre stelle.
Per gli antichi greci quella era la cintura

di un cacciatore di nome Orione.
Usando la fantasia possiamo immaginare che le due stelle

che brillano sopra la cintura disegnino le spalle
del cacciatore; la più splendente delle due
ha un caratteristico
colore rossastro: il suo nome è Betelgeuse
che in arabo si traduce " la spalla del gigante".
Delle due gemme che in basso formano le ginocchia di Orione,

la più lucente porta il nome arabo di Rigel "il ginocchio".
Chi ha buona vista, assieme alla testa ed al pugnale,

appeso alla cintura, può distinguere, in un arco di deboli stelline,
lo scudo che Orione tende verso il suo nemico e,
nella fila di stelline che sale a partire da Betelgeuse,
il braccio teso nell'atto di colpire l'avversario.
Ma quale nemico osa sfidare il più abile tra i cacciatori ?

Ad occidente di Orione, poco sopra il suo arco ,
è visibile una V di astri raffigurante il muso di un gigantesco Toro.
Aldebaran, la stella rossa che spicca su una delle punte della V,
raffigura l'occhio furente d'ostilità dell'animale di cui,
prolungando i due lati della V è possibile immaginare
le lunghe corna e, dall'altra parte, anche le zampe.
I greci vollero vedere nelle stelle che disegnano il muso
del Toro, le Iadi ossia le sette figlie che il gigante Atlante
ebbe dalla sua amante, una ninfa che viveva negli oceani.
Le figlie che Atlante ebbe invece dalla moglie

formano il gruppo assai più compatto delle Pleiadi.
La leggenda vuole che Orione combatta

contro il Toro proprio perché, bloccandogli la strada,
non gli permette di raggiungere le Pleiadi.
Tutto preso dalla lotta il cacciatore neanche si accorge

che sotto le sue ginocchia lo osserva tremante di paura
una delle sue prede, la Lepre.

La cintura di Orione costituisce una guida per identificare
altre costellazioni: prolungando l'allineamento delle tre stelle
verso occidente si raggiunge, prima l'arco del cacciatore,
poi il muso del Toro ed infine le sette Pleiadi.
Prolungando tale allineamento verso oriente si raggiunge
invece un astro lucentissimo. Si tratta di Sirio,
la stella più luminosa dopo il Sole.
Sirio potrebbe essere immaginata come il collare

di uno dei cani del cacciatore; altre lucenti gemme, accanto a lei,
disegnano infatti il profilo dell'animale, zampe e coda
comprese. Il secondo cane è rappresentato da due sole stelle,

la più luminosa delle quali porta il singolare nome di Procione.
Se uniamo l'astro centrale della cintura di Orione
(Alnilam) alla splendente Betelgeuse (la spalla del gigante)
possiamo raggiungere la costellazione dei Gemelli

dove, a raffigurare le teste dei due mitici fratelli
splendono Castore e Pulluce.
Unendo Alnilam alla testa di Orione saliamo invece

verso la regione dove brilla Capella. L'astro,
facente parte della costellazione di Auriga (il cocchiere)
fu identificato dai greci in una candida capretta.