C’era una volta una terra chiamata Orchomenos,
il re di quella terra si riteneva un tipo originale, stanco di avere sempre la stessa moglie,
un giorno decise infatti di cambiarla con un’altra molto più bella.

La scelta del re Atamante non si dimostrò particolarmente fortunata: la nuova consorte,
la regina Ino, non provava infatti molta simpatia per Frisso ed Elle i figli che il re aveva avuto dalla prima moglie.
Per liberarsi dei giovani principi la regina, fece spargere la voce che l’oracolo di Delfi esigeva in sacrificio proprio i suoi amati figliastri.

Temendo l’ira degli dei, Atamante si vide costretto ad obbedire.

L’oracolo di Delfi era sacro al dio Apollo che, dall’alto dell’Olimpo, decise di aiutare i principini servendosi di un ariete che sapeva volare e aveva un manto d’oro zecchino che manderebbe in visibilio ogni stilista moderno.

Proprio mentre i due fanciulli stavano per essere sacrificati il super-ariete scese giù dal cielo, se li caricò in groppa e decollò verso il mare.

Purtroppo la piccola Elle perse la presa e cadde giù tra le onde del mare che oggi chiamiamo Ellesponto ossia il mare di Elle.
L’Ariete divino non arrestò la sua corsa, continuò a volare veloce verso le coste orientali del Mar Nero finché all’orizzonte apparve la catena del Caucaso, quindi, ormai stremato, planò sul favoloso regno della Colchide.

Giunto in salvo, il principe Frisso, per dimostrare all'ariete tutta la sua gratitudine, pensò bene di sacrificarlo al dio Apollo, pose poi il manto dell’animale in bella mostra sotto un albero dove dimorava un Drago che non dormiva mai.

Da allora molti giovani perirono nel tentativo di recuperare quella pellicetta che sarebbe passata alla storia con nome di “vello d’oro”.

Riuscì nell'impresa l’eroe greco Giasone a capo dei cinquanta eroi di stirpe reale soprannominati Argonauti perché viaggiavano a bordo di una favolosa nave parlante chiamata Argo

… ma questa è un'altra storia !